15 agosto 2010

PRESENTAZIONE DEL LIBRO FUOCHI NELLA NOTTE



Giovedì 19 Agosto il comitato di quartiere Città Vecchia ospita Elena Misoni Maurizio Piccione presidianti no-tav per presentere il libro FUOCHI NELLA NOTTE che, come ben sintetizzano gli autori in quarta di copertina,

"...racconta la storia di una lotta nel corso dell’ultimo anno. La lotta di persone comuni, contrapposte a organizzazioni capaci di fatturare miliardi di euro all’anno e di dominare territori vastissimi: una resistenza alla mafia. Organizzazione con la quale le istituzioni hanno spesso dimostrato di colludere nella loro comunanza di interessi se non addirittura di metodi. Le imprese scelte per le realizzazioni di grandi opere come l’alta velocità hanno infiltrazioni di stampo mafioso enormi.

Lo hanno giuristi, economisti, politici, missionari, avvisando il popolo no tav dei rischi che corre nel contrapporsi a queste potenti realtà.

Ma di che cosa può avere paura un’organizzazione così tanto potente? Quali possono essere gli strumenti per intaccarne la forza? La possibilità di capire come vanno le cose, il venire a conoscenza di determinati eventi, l’intravederne i meccanismi può essere uno strumento potente. E in quest’ottica nasce questa raccolta: testimonianze di lotta pacifica e determinata di donne e uomini che credono nella forza delle loro idee. Persone che praticano quotidianamente la democrazia diretta, fatta di piccole e grandi azioni come costruire e ricostruire un presidio, manifestare per le strade o bloccarle, opporsi alle trivelle, fare assemblee, informarsi e informare e altro ancora…

Questa è la cronaca calda e vibrante di mesi fatti di notti insonni, di incontri e di scontri per la difesa di un territorio e del proprio futuro.”



a seguire cena popolare e musica diffusa

24 luglio 2010

SUBURB@n@ 2010: gran finale!!!


sabato 24 luglio, per l'ultima giornata del festival dell'autorganizzazione sociale, sul palco di Suburbana una grande combinazione: FIDO GUIDO (Paolo VI, Taranto, Italia) - MOYENEI (Chile) - MANIK B (Mexico). Start ore 23.. NON MANCATE!

21 luglio 2010

GIORNO 2

SENTENZA APPELLO proc. SUD RIBELLE

Redazione Radio Città Aperta

20-07-2010/19:16 --- Sono stati tutti assolti dalla Corte d’assise d’appello di Catanzaro i tredici indagati nell’ambito del processo contro la rete del Sud ribelle, accusati di associazione sovversiva ed altri reati in relazione agli scontri durante il G8 di Genova (governo di destra) e il Global forum di Napoli (governo di centrosinistra) del 2001. Il sostituto procuratore generale Marisa Manzini, stamane, aveva chiesto oltre 30 anni di carcere complessivamente per gli imputati. Ma i giudici d’appello hanno confermato la sentenza di primo grado che aveva già assolto tutti gli attivisti provenienti da Puglia, Campania e Calabria inseguiti da otto anni da un dossier preparato dagli uomini del generale Ganzer che li accusava di diversi reati, il più grave quello di cospirare contro gli organi costituzionali. Nella fattispecie gli attivisti erano inizialmente accusati di «cospirazione politica, in quanto promotori e organizzatori di una vasta associazione sovversiva di oltre ventimila aderenti che attentarono all’ordinamento economico mondiale durante il vertice G8 di Genova del luglio 2001». Ma poi il sostituto procuratore generale Marisa Manzini dovette rinunciare a contestare a una ventina di attivisti l’accusa di associazione sovversiva, chiedendo invece di riconoscere gli imputati colpevoli di associazione a delinquere semplice (!).
Oggi, per fortuna, l’ennesima assoluzione, anche se tra novanta giorni saranno depositate le motivazioni e la Procura potrà decidere l’eventuale ricorso in Cassazione. Dal processo emerge ora che il ‘Sud ribelle’ non era un’associazione sovversiva ma un pezzo di quel vasto e variegato movimento che contestò il G8 del 2001 e contro il quale gli apparati dello Stato scatenarono una violenza senza precedenti riconosciuta negli ultimi mesi da numerose sentenze della magistratura contro esponenti delle forze dell’ordine colpevoli in quei giorni di torture, maltrattamenti, vessazioni, fabbricazione di prove false… Giusto una settimana fa proprio il generale Ganzer, ispiratore della persecuzione giudiziaria contro gli attivisti del Sud Ribelle, è stato condannato a una pesante pena detentiva per spaccio internazionale di droga finalizzato alla costruzione delle carriere sua e dei suoi uomini. A mettere in piedi il processo era stato nel 2002 il pubblico ministero di Cosenza Domenico Fiordalisi, che aveva costruito il suo castello accusatorio basandosi sulle carte raccolte dalla Digos cosentina, che da tempo metteva in fila decine di piccoli episodi e di sospetti contro gli attivisti locali. Fiordalisi aveva deciso di far precipitare nelle beghe della vita di una cittadina di provincia, nelle rivalità, nelle alleanze trasversali, nelle clientele, nei piccoli giochi di potere, nelle famiglie feudali, i faldoni di un dossier dei Ros dei carabinieri di Gianpaolo Ganzer che cercava di mettere alla sbarra alcuni dei protagonisti della contestazione del G8 genovese del 2001. A qualche anno di distanza Fiordalisi è stato trasferito in Sardegna e Ganzer condannato a 14 anni di carcere.
La notizia dell’assoluzione degli attivisti è rimbalzata in piazza Alimonda, a Genova, dove alle 17,27 è stato commemorato il nono anniversario dell’omicidio di Carlo Giuliani. Come fa giustamente notare Checchino Antonini sul quotidiano Liberazione a nove anni di distanza da quei fatti, le condanne alle forze dell’ordine coinvolte nelle violenze alla Diaz e a Bolzaneto e l’assoluzione definitiva del Sud ribelle rende ancora più insopportabile la mancanza di un responsabile dell’omicidio del ragazzo genovese. Per ricordare Carlo alcuni attivisti milanesi durante la notte hanno tracciato alcune scritte. 'Assassini', 'Carlo Vive' e 'Milano ricorda Carlo', queste e altre frasi sono state ritrovate davanti alle sedi del Pdl di via Mancini, del Pd di Corso Garibaldi e della Lega Nord di via Bellerio, il tutto ripreso in un video già visionato da parecchie persone. L'iniziativa, peraltro simbolica, ha scatenato le ire del governo. "Chiedo al ministro dell'Interno Maroni quando verrà oscurato il sito che funge da vera istigazione a delinquere e da sussidiario per le azioni antagoniste di centri sociali e no global che strizzano l'occhio all'area anarco-insurrezionalista'' ha sbraitato invece il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Riccardo De Corato, riferendosi al sito che ha postato il video dei "corsari" mentre realizzavano le scritte.

14 luglio 2010

ASPETTANDO SUBURBANA


Venerdì 18 Lugio Comitato Di Quartiere Città Vecchia CHILLOUT Aperitivo Musicale...
start ore 20.

10 luglio 2010

SERATA RINVIATA

Per motivi tecnici la serata al teatro Leucaspide è stata rinviata a dopo Suburbana.. rimanete collegati per le nuove iniziative!

7 luglio 2010


Ricordandovi che la serata di Venerdì è stata spostata a Porto Pirrone pubblichiamo la locandina della cena popolare in città vecchia...

dalle 21 GASTRONOMIA OPERAIA per vegetarian* e carnivor*

cena di sovvenzionamento per SUBURBANA 2010

3 luglio 2010

ASPETTANDO SUBURBANA





VENERDì 9 LUGLIO ORE 23

DANCE HALL sulla spiaggia di Porto Pirrone con Shakallo-Zuingo Youth-Brusca

1 luglio 2010

Aspettando Suburbana Proiezione DRAQUILA

Venerdì 2 Luglio il Comitato di Quartiere Città Vecchia proietta il film DRAQUILA




un ottimo momento da trascorrere insieme prima del campeggio per cominciare a parlare di noi dell'Italia, di questo governo e... di questa Taranto...

30 giugno 2010

SUBURBANA 2011

SUBURBANA FESTIVAL VI EDIZIONE 26-30 LUGLIO 2011
Campeggio Politico – Proiezioni-Dibattiti – Concerti
c/da Porvica, SP Pulsano-Monacizzo - Lizzano-melandra fontana-

PROGRAMMA:

Martedì 26
Ore 18:00 ASSEMBLEA INTRODUTTIVA
DI GESTIONE DEL CAMPEGGIO

A seguire REGGAE/ROOTS
Routsoldjer C.
Roots Train
Blood N' Roots
Rhino



Mercoledì 27
Ore 18:00 ACQUA PUBBLICA 
Quali prospettive dopo il referendum
A seguire HIP HOP 
Brusca & Sciamano
JFK
ZERO 5
GALLO


Giovedì 28
Ore 18:00 DISCARICHE ED INCENERITORI
Fuori dall'emergenza verso Rifiuti Zero
A seguire PUNK/HARDCORE:
Riscatto
Le Braccia di Kalì
dj settembreZioumberto
Francesca


Venerdì 29
Ore 18:00SANITÀ PUBBLICA IN PUGLIA
L'affare privato del San raffaele del Mediterraneo
A segire ELETTRONICA
 Brusca
Dj Patchsy
I.P.6
SAX PERFORMANCE
Antonio Galasso


Sabato30
Ore 18:00 ASSEMBLEA POLITICA CONCLUSIVA
A seguire DUB
Dreadblock Hi-Fi
I-Militant



PER TUTTA LA DURATA DEL CAMPEGGIO PREVISTI COLAZIONE, PRANZO E CENA.


Info: suburbanafestival.blogspot.com 
Prenotazione campeggio: comitato.di.quartiere@email.it tel: 392 8613690

16 luglio 2009

ACTITUD MARIA MARTA


Per la prima volta in Puglia e con un'unica data
Suburbana Festival ha il piacere di annunciare


Sabato 25 Luglio


Actitud María Marta
storico gruppo di donne militante argentino.
Actitud María Marta attinge da una vasta cultura musicale latinoamericana e giamaicana, fondendo hip hop, ragga, r&b, reggae e mettendo in rima e musica le storie sociali, il conflitto, la rabbia e la passione sudamericani.
Il gruppo di Buenos Aires ha condiviso il palco con artisti come Manu Chao, Wailers, Mad Professor, Public Enemy, Vico C, K’naan e Cypress Hill e si è esibito a sostegno di diversi eventi e progetti politici e sociali.
¡Con Actitud María Marta bailar y pensar es compatible!

2 luglio 2009

DOCUMENTO DI INTRODUZIONE ALLA DISCUSSIONE AMBIENTALE PREVISTA IN SUBURBANA '09.

Le politiche economiche ed ambientali che, su scala globale, hanno guidato il profitto fino ad ora si sono rivelate nei fatti distruttive, se non catastrofiche. In un sistema realmente democratico, l’agenda economica coincide con l’agenda politica. Quando della prima si appropriano i sistemi di potere economico, come le multinazionali e le grandi industrie, le scelte programmatiche per l’economia vengono prese esclusivamente nell’ottica dell’incremento degli utili e a discapito dei diritti e della libertà delle popolazioni. Intanto, alla politica collusa non resta che raccattare voti spostando l’attenzione su temi della sicurezza, dell’etnia e della religione, che hanno il fondamentalismo e il ritorno delle destre come conseguenze naturali.
L'uso sconsiderato di combustibili fossili ha delineato un quadro quantomeno allarmante, basta pensare all'inquinamento ad esso annesso che ha già provocato alterazioni climatiche, desertificazione ed inondazioni colossali. La politica istituzionale mondiale, guidata dalla Banca mondiale, dal Fmi e dal Wto, tuttavia, non ha mai veramente cambiato rotta, nonostante il trattato di Kyoto e i numerosi accordi continentali per l’abbattimento della produzione di CO2.
In questo scenario l'Italia è senza dubbio una delle nazioni più arretrate di Europa: di fronte all'impoverimento globale dei combustibili fossili, l'Italia proclama una politica energetica improntata su rigassificatori e mega-centrali termoelettriche e rilancia l'idea delle centrali nucleari, anziché puntare sulle energie rinnovabili. La dismissione delle centrali nucleari nelle altre nazioni d'Europa (una per tutte, la Francia) non è recepita dalle leadership italiane. Anzi, si alimenta a gran voce l'idea di affrontare la questione energetica con centrali nucleari di IV generazione (omettendo colpevolmente che questa tecnologia sarà commerciabile, nel migliore dei casi, tra vent’anni) o di III (le stesse che si stanno costruendo in Svezia, nonostante l’annuncio di un futuro aumento del prezzo energetico, perché con i costi attuali il bilancio energetico di una centrale nucleare non è sufficiente neanche a coprire le spesse per la costruzione dell'impianto), senza alcun chiarimento su quali saranno i siti per gli impianti e sulle modalità con cui verranno smaltite le scorie.
Un altro tipico esempio, tutto italiano, di scelte dettate dai legami tra partiti, mafie e lobbies imprenditoriali è dato dalla proliferazione degli impianti di incenerimento dei rifiuti, che vengono presentati come impianti per la produzione di energia alternativa, innocui se dotati delle giuste tecnologie ed indispensabili per chiudere il ciclo dei rifiuti.
Queste rassicuranti “informazioni istituzionali” sono state puntualmente smentite dalle varie realtà popolari nate spontaneamente nelle zone in cui si proponevano tali impianti.
E’ sufficiente un’analisi molto superficiale delle proposte istituzionali per evidenziare come gli inceneritori non possano assolutamente chiudere il ciclo dei rifiuti. Anzi, scelte di questo tipo rallentano di diversi anni l’instaurazione di una politica per i rifiuti realmente sostenibile, fondata sul riutilizzo e sull’uso esclusivo di materiali riciclabili, rendendo croniche le mancanze di spazi e la sottrazione di risorse pubbliche in favore di interessi privati.
Dal punto di vista tecnico, inoltre, è evidente come tali impianti non siano in grado di recuperare più energia di quanta ne spendano per incenerire i rifiuti (trasformandoli in rifiuti altamente tossici di tipo B da smaltire in discariche speciali), richiedendo quindi lauti contributi economici pubblici, e come il loro impiego sul territorio sia altamente distruttivo dal punto di vista della salute dei cittadini e per le generazioni future, visti i rischi sanitari (immediati ed antropogenici) legati all'inquinamento da diossine e nanoparticelle.
Le analisi perpetrate nei vari presidi popolari portano tutte alle medesime conclusioni: non si possono spiegare scelte quali inceneritori e centrali nucleari se non sulla base di speculazioni finanziarie scellerate e fortemente nocive dal punto di vista della salute.
Riteniamo che i successi maggiori ottenuti nei presidi popolari siano il frutto di una politica volta alla socializzazione delle conoscenze ed alla trasversalità delle fonti, metodi che hanno prodotto risultati fruttuosi per la costruzione della controinformazione sulle questioni ambientali e che possono rivelare tutta la loro potenza se messi a disposizione della politica: i movimenti che meglio hanno ipotizzato strategie alternative e virtuose sui territori sono proprio quelli che hanno basato la loro essenza sull'assenza della delega e la condivisione delle conoscenze.
Proponiamo all'interno di suburbana un dibattito in cui si presenteranno le varie nocività, nascoste dall'informazione istituzionale, delle attuali politiche ambientali e le soluzioni possibili elaborate dai cittadini per riappropriarsi del proprio futuro e non essere maledetti dalle generazioni future. Per gettare le basi di una rete provinciale che lavori per la realizzazione delle proposte dei cittadini mediante diffusione di informazioni e di pratiche di riciclaggio mirate al riutilizzo dei materiali.
Vorremmo per questo analizzare i forti interessi speculativi presenti nel Sud, a mezzo di intrecci politico-malavitosi che non possono essere affrontati per vastità e complessità da singole realtà locali, ma che necessitano assolutamente di basi solide ed allargate, per evitare la sindrome NIMBY (“non nel mio giardino”) e tentare di riprendersi quegli spazi di vita e di salute pubblica che ci sono stati indebitamente sottratti senza alcuna logica e senza alcun preavviso.
Cogliamo l'occasione quindi per invitare tutti i cittadini e le realtà che si battono in difesa dei loro territori, per allargare le conoscenze collettive attraverso una socializzazione delle risorse intellettuali per cominciare a chiudere un cerchio sull'analisi delle specifiche del nostro territorio e concretizzare le proposte di ogni singola realtà in ragione del bene comune dell’intera comunità.


DOCUMENTO DI INTRODUZIONE ALLA DISCUSSIONE SUI MASS MEDIA PREVISTA IN SUBURBANA '09.

Il sistema dei mass-media italiani e più in particolare quello informativo rappresentano certamente un errore d'interpretazione della funzione di ciò che doveva essere originariamente il 4° potere; "se altrove il giornalismo è il cane da guardia del potere in Italia è il cane da compagnia". Tratterebbesi di considerazione scialba se non fosse che la situazione odierna è frutto di un disegno ben preciso che viene da molto lontano. Correva l'anno 1976 quando Licio Gelli, venerabile maestro della loggia coperta P2, ultimava la stesura del suo piano di rinascita democratico. Alcune parti di quel documento, maldestro nella forma ma significativo nei contenuti, indicavano quali fossero i passi necessari da seguire per l'acquisizione totale del sistema informativo. In un intervista del 2003 a Repubblica, Gelli si dice - sereno al risveglio mattutino vedendo che il suo piano va realizzandosi - ; trova anche il tempo di essere ironico il “venerabile” aggiungendo che forse gli andrebbe riconosciuto il copyright. 40 anni circa per vedersi compiere il piano ma forse neanche il suo ideatore aveva sperato che potesse essere così risoluta la sua riuscita. Focalizzando maggiormente l'attenzione, vorremmo porre l'accento su quello che è stato il fenomeno più rilevante della programmazione di Gelli. Il sistema televisivo italiano è sicuramente stato l'habitat naturale per la realizzazione del piano di rinascita. Non a caso è stato proprio un alfiere della P2 a mettere le mani sulle TV prima e sulla politica successivamente. Silvio Berlusconi, tessera P2 1816, colluso a vario titolo con aree ambigue di cosa nostra, non che' attuale e tre volte presidente del consiglio, è la prova vivente del verificarsi delle teorizzazioni Gelliane. Il cavaliere di Arcore fu il primo ad assecondare le esigenze d'infiltrazione mediatica della loggia. La scalata alla RCS di fine anni 70, la rottura del monopolio televisivo RAI, la vicenda rete4-europa7, il conflitto d'interessi, le leggi ad personam in materia televisiva, la nuova scalata alla RCS del 2005 sono solo tappe storiche di quell'ascesa inarrestabile. Uno scenario che solo a descriverlo delinea i tratti del colpo di stato ma che negli effetti culturali supera fors' anche quegli politici.
Dire che la tv è un laboratorio di manipolazione del pensiero è un affermazione parziale in quanto molti indicatori ci lasciano presupporre che la mira si sia spostata più in alto trasformando la TV in un vero e proprio sistema di sostituzione del pensiero. il sistema televisivo è diventato con il trascorrere degli anni uno strumento di controllo della coscienza di massa. L'intensificarsi dell'utilizzo, con sempre meno senso critico d'approccio sono le cause che determinano questa situazione ma sono anche gli spunti della programmazione di Gelli.
La città di Taranto ha avuto anche da questo punto di vista un ruolo di laboratorio di sperimentazione politica di ciò che sarebbe stato il berlusconismo. Il primo telepredicatore a scendere in politica è infatti Giancarlo Cito: tarantino purosangue, picchiatore fascista, ex sindaco di Taranto, ex parlamentare italiano ed europeo, non che' ex detenuto per concorso esterno in associazione mafiosa. Sebbene Cito non figurasse nelle liste segrete della P2, molteplici sono i legami di conoscenze e di affinità politica che lo legano al sodalizio gelliano. Da metà degli anni Ottanta, Cito con le sue televisioni selvagge ha promosso un attività incessante di bombardamento mediatico, ripetendo all'infinito le sue invettive, svuotandole da ogni contenuto,divenendo di fatto un leader populista acclamato in città. La creazione del consenso politico attraverso lo strumento televisivo è dunque un fenomeno che la nostra collettività conosce per averlo vissuto in prima persona ed in anteprima nazionale. Il fenomeno Cito si spense solo grazie alla sua spregiudicatezza che lo condusse prima in tribunale poi in carcere salvo tornare attualmente prepotentemente in voga ed alle origini.
Negli anni Ottanta numerosi furono gli sforzi dei compagni tarantini per denunciare una situazione oltre i limiti della decenza democratica, ma questo non bastò a mettere la parola fine sull'epopea del telepredicatore Giancarlo Cito, oggi nuovamente in auge. Dinnanzi a questa situazione viene spontaneo interrogarsi su quali possano essere i passi da compiere verso una possibile inversione di tendenza. Le sinistre parlamentari si sono opposte solo blandamente e con molto ritardo accumulato sull'evolversi dei fatti e quasi sempre solo in funzione elettoralistica ed antiberlusconiana, determinando quel sistema di connivenza chiamato inciucio. Le sinistre extraparlamentari hanno abbandonato anche la sola denuncia, ritenendosi estranee a queste vicende. Le uniche vere voci discordanti finiscono, purtroppo, con l'essere quelle dei dipietristi e di qualche altro uomo “libero” che seppur di destra non riesce a concepire questo sistema di nuova dittatura. Ampliando il discorso, la mancanza di una vera opposizione si verifica e si ripercuote su ogni aspetto all'attenzione dell'agenda politica. Il precipitare dei diritti democratici ottenuti con anni di lotte è una tendenza che mira a stravolgere i minimi criteri per cui si possa definire democratico il nostro paese. In questo modo i mass-media divengono prima megafono e poi banco di prova per ogni genere di esperimento antidemocratico, innescando un circolo vizioso in cui è difficile individuare e distinguere cause ed effetti.
Da questi infelici presupposti vorremmo partisse una riflessione comune su quali siano stati gli errori commessi dalle aree sinistre che non hanno promosso un opposizione efficace allo strapotere del controllo televisivo. Gli esperimenti nati sul modello delle tv di quartiere sono state una risposta marginale se non propriamente di nicchia. L'avanzare incessante delle innovazioni tecnologiche non attenua una situazione che ci vede sempre più attardati e che avvantaggia inevitabilmente chi il sistema dei mass-media già controlla. I nuovi scenari che si apriranno con l'innovazione tecnologica del digitale terrestre potrebbero essere un primo banco di prova analitica al quale non sottrarsi. Se da un lato si libereranno nella rete via cavo centinaia di frequenze su cui poter trasmettere sul modello delle tv di quartiere, d'altra parte è di difficile interpretazione quale possa essere il ruolo del cavo nella nuova era digitale della comunicazione; tanto che al riguardo sarebbe opportuno uno studio approfondito da organizzare e dibattere collegialmente.
Riunirsi per affrontare una discussione totale riguardo questi aspetti, potrebbe essere il primo passo verso la restituzione al popolo di uno strumento così tanto coinvolgente nell'aspetto ludico quanto devastante dal punto di vista sociale. Se è vero che il divario appare oramai incolmabile è pur vero che per presupporre una possibile riappropriazione, occorre adesso occuparsene per vederne i risultati tra qualche decennio. I nostri nemici hanno avuto la pazienza opportuna per praticare metodologie e per raccoglierne i frutti politici. Intraprendere una discussione serrata è il primo passo anche per non trovarci nuovamente impreparati nei confronti dei nuovi sistemi che si affacciano alla finestra dell'informazione che più sempre si appiattisce sulla conservazione del controllo delle masse. Internet, seppur già si espleta come un sistema controllato, offre ancora ampi margini d'inserimento a chi vuol far si che la conoscenza sia una questione collettiva e non uno strumento dei padroni per continuare a perpetrare la disintegrazione del pensiero individuale sostituendolo con un precario intendere di massa. Stringerci attorno a questa discussione, mettere in circuito le conoscenze di ognuno per migliorare le condizioni di tutti è lo stimolo che ci deve spingere per uscire dalla messa in onda delle prove tecniche di dittatura. L'incontro si terrà mercoledì 22 luglio 2009 alle ore 18.00 all'interno degli spazi del festival dell'autorganizzazione sociale SUBURBANA, in località San Michele in triglie, strada provinciale 48 Statte-Crispiano km1.
Siete invitati a partecipare e a divulgare il documento ai vostri contatti.